Bonus casa: quando è possibile lo sconto in fattura con cessione del credito

Un aspetto molto interessante del nuovo Super Bonus casa al 110% riguarda l’accessibilità. L’intento del legislatore è la difesa, la messa in sicurezza del territorio. Per farlo, il legislatore ha deciso di allargare la platea di coloro che possono aver accesso al bonus. Grazie all’introduzione dello sconto in fattura e della cessione del credito, anche chi non ha liquidità sufficiente per effettuare i lavori può richiedere il bonus. In questo caso è necessario affidarsi a intermediari che lavorano nel mondo dell’edilizia e possono occuparsi in proprio dei lavori e della rendicontazione. Lo stesso discorso vale per chi non ha capienza fiscale sufficiente per le detrazioni. 

Cessione del credito e sconto in fattura devono essere richiesti in banca o attraverso intermediari terzi, come le stesse società di edilizia che si occupano dei lavori. Queste due modalità di finanziamento sono inoltre state estese a tutte le agevolazioni casa precedenti (Bonus Casa, Ecobonus, Sismabonus, Bonus Facciate, Conto termico), e al nuovo Bonus Fotovoltaico. Le uniche eccezioni sono il Bonus Mobili e il Bonus Verde.

Super Bonus casa: quali tipologie di lavori posso effettuare?

Sono molte le tipologie di lavori che rientrano nella modalità cessione del credito/sconto in fattura:

  • semplici ristrutturazioni.
  • interventi di coefficientamento energetico (Ecobonus – cappotte termiche, doppi vetri, pannelli solari, etc.).
  • messa in sicurezza dal rischio sismico.

Le uniche spese non ammissibili nel Bonus Casa sono quelle relative all’arredo. Per quelle c’è il cosiddetto Bonus Mobili, che porta in detrazione al 50% in dieci anni il costo di arredi ed elettrodomestici fino a 10 mila euro, quando acquistati all’interno di progetti di ristrutturazione più ampi. Resta esclusa inoltre l’area giardino, il Bonus Verde, che porta in detrazione al 36% in dieci quote annuali le spese sostenute per riqualificare giardini, terrazzi, verande, realizzando anche impianti di irrigazione e pozzi.

Bonus Casa come funziona

Risulta possibile effettuare lavori compresi all’interno dei cinque bonus sopra citati nella propria abitazione o nelle parti comuni di condomini. In tutti i casi si porterà in detrazione dall’Irpef la parte di spese sostenute per i lavori nell’imposta sul reddito delle persone fisiche. Per venire incontro a una platea il più vasta possibile, il bonus può essere richiesto da:

  • condomini
  • persone fisiche
  • case popolari
  • cooperative
  • organizzazioni no profit
  • organizzazioni di volontariato e di utilità sociale
  • associazioni e società sportive dilettantistiche 

Bonus Casa: limiti di spesa per tipologie di immobili

In via eccezionale fino al 30 giugno 2021 c’è la possibilità di usufruire della detrazione Irpef al 50%, calcolata sul limite massimo di spesa di 96.000 euro destinato ad una singola unità immobiliare.

Se l’intervento di coefficientamento prevede la coibentazione dell’edificio, il tetto di spesa detraibile è però inferiore e si ferma ai 50.000 euro per le case indipendenti. Nel caso di edifici da due a otto unità abitative, si parla di 40.000 per unità; nel caso di condomini con più di otto abitazioni, si può detrarre fino a 30.000 euro per unità. 

Tutto ciò ha valore solo per gli immobili residenziali, ma il legislatore ha ammesso un’eccezione: in caso di immobili ad uso promiscuo abitazione/attività commerciale, la detrazione del 50% va decurtata di un 50%, arrivando ad un tetto massimo detraibile del 25%.

Sisma Bonus: come funziona

In caso di adeguamento di edifici per prevenire danni da terremoti, ci sono meno limiti. Si può detrarre il 110% in cinque anni per lavori da effettuare su qualunque tipologia di immobile, esclusa la fascia sismica 4, quella a rischio basso. Possono richiedere il Sismabonus sia le persone fisiche che quelle giuridiche. Inoltre, congiuntamente al bonus, i soggetti richiedenti hanno diritto a una detrazione del 90% sull’acquisto di una polizza assicurativa anticalamità.

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