Fare impresa in Italia: a che punto siamo

Imprese italiane: la tendenza del saldo natalità mortalità

Analizziamo di seguito i dati relativi alla demografia delle imprese in Italia. Il tasso di imprenditorialità nelle singole regioni italiane è sì espressione di caratteri strutturali e socio-economici, ma nel trimestre analizzato il saldo natalità/mortalità delle imprese italiane risente in particolar modo dello scenario generato dalla pandemia e dal lockdown.

Le imprese italiane sono in difficoltà, non solo a livello di fatturato e liquidità. La congiuntura economica legata al Covid-19 ha fatto aumentare le incertezze intorno al  “fare impresa” in Italia. Stando agli ultimi dati che abbiamo a disposizione, quelli relativi al Q2, in Italia abbiamo registrato 57.922 iscrizioni di nuove imprese contro le 92.150 del Q2 2019. Un aumento di 19.855 imprese, contro le 29.227 nuove aperture registrate nello stesso periodo del 2019. Si tratta di un -32%: la peggiore performance negli ultimi dieci anni. A livello di cessazioni, sono state 38.067 le imprese che si sono sciolte nel Q2 2020, contro le 62.923 dell’anno precedente ( -39,5%). Ma vediamo di approfondire i risultati dell’analisi trimestrale condotta da Unioncamere e InfoCamere, sui dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio

Bilancio Natalità-Mortalità Imprese: meglio il Sud

Nonostante i dati in discesa su base annuale, il sistema del fare impresa in Italia ha comunque retto, e buona parte del merito va al Sud e alle Isole, che hanno contribuito a circa la metà del saldo attivo delle imprese. + 8.905 unità nate al meridione tra aprile e giugno del 2020, che significa il 45% dell’intero saldo nazionale. Guida la classifica di regione italiana più virtuosa nel fare impresa nel Q2 2020 la Campania, con +3.143 nuove imprese, seguita da Lazio (+2.386), Lombardia (+1.920) e Puglia (+1.859). 

Hanno contribuito per un terzo al dato nazionale le imprese artigiane, con un saldo attivo di +6.456 imprese, a fronte della nascita di 18.943 nuove imprese e lo scioglimento di 12.487. Il saldo maggiore aperture/chiusure in ambito imprese artigiane si è registrato nel Lazio, con +1.257 unità, seguito da Campania (+914), Lombardia (+570) e Puglia (+562).

Quale Impresa? Le Forme Giuridiche

Ma di quali nuove imprese stiamo parlando? Le ditte inviduali sono 12.972 (il 65%), le altre sono soprattutto società di capitale, in aumento di +7.938 unità, ma con un tasso di crescita trimestrale (+0,45%) dimezzato rispetto al Q2 2019. L’unica forma giuridica in diminuzione è la società di persone (-0,13%).

L’Italia che riparte: i settori dove si registrano saldi attivi

Quali sono i settori in crescita? Cresce in particolare il commercio, con 6.291 unità in più, a seguire l’edilizia (+5.222), e poi i servizi destinati alla ricettività e alla ristorazione (+3.425). La migliore performance però la fanno registrare le attività professionali, scientifiche e tecniche con l’1,3% e quelle finanziarie e assicurative, che nel Q2 2020 crescono dell’1,1%. Ed in conseguenza di questo dato si rintraccia una tendenza, quella di assumere profili specializzati nelle discipline STEM (Science, Technology, Engineering e Mathematics). Il problema sta nel trovarli, visto che solo 1 giovane su 4 è iscritto a facoltà di questo tipo, e nella  mancanza di servizi di orientamento dopo le scuole superiori che facilitino la scelta. Inoltre c’è bisogno di rafforzare e rinsaldare il legame fra impresa e università.

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